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L’intervista

L'intervista

PierPaolo Limongelli ci racconta la MAIL – ART

Ci avete fatto caso? ormai il postino è diventato sinonimo di bollette da pagare.  I sistemi di comunicazione corrono veloci dalle e – mail ai messaggi whatsapp e raramente ci aspettiamo di trovare, nella cassetta delle lettere, una cartolina, eccezione fatta, per qualche rara corrispondenza inviata dalle vacanze estive.

Eppure un po’ di tempo fa è nato il movimento artistico della MAIL-Art, conosciuto anche con il termine di Arte Postale, che usa il servizio postale come mezzo di distribuzione, tramite l’invio di opere generalmente di piccolo formato, creando così un feed-back tra mittente e destinatario. Immaginate allora di poter ideare voi stessi la propria cartolina, di costruire un paesaggio che rifletta l’idea, i colori, le forme che esprimono le vostre emozioni. Immaginate di poter usare i materiali e le tecniche che volete, di realizzarlo su una cartolina e poter spedire il vostro speciale, messaggio, apponendo il famoso francobollo e spedirlo!. Immaginante, che, contemporaneamente, la vostra cassetta delle lettere sia invasa da una cascata di cartoline colorate e pronte a farvi compagnia, a farvi conoscere nuovi modi di espressione artistica e emozionale. La mail art, infatti, non è rivolta solo a chi “sa disegnare”, ma semplicemente a chi ha voglia di mettersi in gioco. Chissà cosa succederebbe se in ogni classe un bambino ricevesse una cartolina su cui disegnare un messaggio speciale e chissà cosa succederebbe se a casa di quel bambino arrivassero tante cartoline da altri ragazzi come lui.

In Italia, abbiamo la fortuna di avere un grande promotore della Mail-Art, Pierpaolo Limongelli, che recentemente, insieme a Clara Orlandi, ha dato il via, tra gli altri, al progetto del Fluismo Postale.  Oggi su Edupratica, PierPaolo Limongelli ci racconterà meglio questo movimento: 

G.S. : Buon giorno PierPaolo, intanto grazie per aver accettato l’invito di Edupratica, la prima domanda naturalmente è come hai conosciuto la Mail Art e quando hai deciso di promuoverla in Italia?

PP.L. : Ciao Giusi, ti ringrazio per avermi interpellato a proposito di una mia grande passione che è nata nel 1987 leggendo un articolo di Roberto Banchi su “Stress” una rivista underground fiorentina. Bobo Banchi  spiegava con parole semplici in cosa consiste lo scambio artistico/comunicativo attraverso l’Arte Postale ed al termine del suo articolo indicava 15 indirizzi postali a cui poter inviare propri lavori. Così ho iniziato, ho spedito 15 cartoline autoprodotte, una diversa dall’altra ad ognuno degli indirizzi indicati. Da allora sono entrato a far parte di una rete, un network non codificato, fatto da tante persone nel mondo che partecipano gratuitamente in vari modi alla Mail Art. Non ho deciso di promuoverla, semplicemente ho dialogato via posta con tante persone; con alcune più intensamente, con altre più sporadicamente. Ho partecipato ad alcuni meeting e ne ho organizzati due, all’inizio degli anni ‘90 del secolo scorso, collegati naturalmente a progetti specifici. Come diceva nel 1962 Ray Johnson, artista americano che ha dettato le poche regole della Mail Art,  per capire l’Arte Postale basta partecipare attivamente, creando liberamente arte e scambiandola gratuitamente attraverso il sistema postale. In questi 30 anni ho inviato e ricevuto tanti lavori ed è sempre una gioia  ricevere opere inattese nella propria cassetta postale.

G.S. : Come è nata l’idea del Fluismo Postale e il Progetto Black to the future in collaborazione con Clara Orlandi? Ci sono nuovi progetti di Fluismo Postale?

PP.L. : Con Clara Orlandi ci siamo conosciuti l’anno scorso ad un meeting di Mail Art organizzato a Paliano in provincia di Frosinone da Cecilia Bossi, Terry Cazzaro e Mabi Col. Durante l’incontro è stata creata una tela collettiva, dove ogni partecipante poteva partecipare liberamente dipingendo, timbrando, attaccando ritagli di riviste. E’ capitato che io e Clara in momenti diversi abbiamo lavorato su una parte specifica della grande tela. Io ho ricevuto proprio il ritaglio in cui Clara aveva fatto il suo intervento in cui ha dipinto mezza bandiera del popolo aborigeno ed incollato alcune immagini che raffigurano aborigeni australiani. Dopo qualche settimana ci siamo risentiti per telefono e Clara mi ha parlato del Fluismo, la nuova corrente di pensiero del XXI secolo, e mi ha chiesto se fossi interessato ad organizzare insieme a lei  e proporre “Black to the future” ai miei contatti nel network mailartistico. Così ci è venuto in mente di creare il Fluismo Postale ed il progetto vuole far riflettere e quindi chiedere agli artisti una propria opera sulla situazione attuale degli Aborigeni australiani, un popolo che è stato, dalla fine del 1700, depredato della propria terra e della propria cultura millenaria. Fino ad ora abbiamo ricevuto lavori da 75 persone, la maggior parte dei quali è piena di colori e richiede che i diritti degli aborigeni vengano rispettati.

 Un nuovo progetto “Armonia Universale nel mondo del Fluismo” sta per essere diffuso in questi giorni al network.

La cartolina è già pronta: 

La libertà di espressione e la voglia di donare e di condividere le proprie emozioni con gli altri sono le regole da seguire per partecipare a questo nostro progetto.

 G.S. : Da Pedagogista mi viene da chiedermi se la Mail – Art possa essere uno strumento di divulgazione didattica e non solo, tu cosa ne pensi?

PP.L. : Sicuramente le caratteristiche fondamentali della Mail Art, libertà, dono, gratuità, condivisione, partecipazione, amicizia, mancanza di giurie, scambio libero, gioco, ironia danno la possibilità a chiunque abbia voglia di essere parte di questa grande comunità internazionale. Quindi credo che gli educatori, come già avviene in molte scuole europee, possano coinvolgere gli studenti in progetti per diffondere idee di pace, giustizia, amore, consapevolezza. In questa fase in cui, al contrario, si stanno diffondendo idee di chiusura, paura ed egoismo educare al bene comune, alla solidarietà tra le persone è necessario e creare propri lavori e scambiarli senza pregiudizi è sicuramente un buon modo per imparare il rispetto per l’altro.

Grazie PierPaolo, ti ringrazio per tutto quello che ci hai trasmesso e raccontato, sono certa che molti dei miei amici, che lavorano in ambito artistico ed educativo vogliano saperne di più. Qui sotto potete trovare gli indirizzi WEB utili per chi voglia approfondire l’argomento:

https://twitter.com/fluismo_postale

http://armoniauniversale.blogspot.it

http://blacktofuture2018.blogspot.it

 Nella Foto PierPaolo Limongelli

L'intervista

Holistic Planet Map: l’evoluzione nel mondo del Benessere

Holistic Planet Map

Qualche tempo fa, le amiche Vitalba Scalia e Catia Pierotti, mi parlarono di un progetto che stavano concretizzando insieme ad Carmelo Arena; e soprattutto mi chiesero se volevo sostenerli nel suo sviluppo.

Conoscendo il modo di “lavorare” e di “creare” di questo formidabile gruppo, non ho avuto alcun dubbio.

Oggi HOLISTIC PLANET MAP è un progetto già nato e che sta radicando molto velocemente. Continua a Leggere

Educazione e Pedagogia L'intervista

OSSERVANDO E POI AGENDO: la Pedagogia circolare degli Aborigeni

Gli aborigeni avevano compreso 
che nessun essere può raggiungere un livello di natura più elevato
se non si pone fine all’esistenza precedente.
Claretta Orlandi – “Iniziazione al mondo degli aborigeni”.

 

Quando si parla di educazione, siamo soliti portare il pensiero a modelli già conosciuti, propri delle società cosidette “civilizzate”. Di rado riusciamo a considerare come “pedagogici”, sistemi a noi lontani, e di cui è difficile accostarsi senza rimanere turbati da contraddizioni e lontananze di pensiero.   Quello Aborigeno è sicuramente un mondo a noi distante, ma che in epoca recente è forse più penetrabile, grazie alla diffusione di un nuovo tipo di cultura, che vede, nell’adozione di uno stile di vita più vicino alla natura, un modo per riprenderci ritmi meno artificiali. Continua a Leggere