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Meditazione e Mindfulness

Crescita personale Educazione e Pedagogia Meditazione e Mindfulness

I bambini di domani

Ormai, da tempo, svolgo interventi educativi nelle comunità rivolte alla”terza età”.  Gli ospiti, che vivono nelle case di riposo, hanno spesso patologie degenerative:  vedere dei “miglioramenti” o destare un interesse, nel senso classico del termine, non è facile, si può parlare caso mai di un mantenimento, di far conoscere, ancora, nuove possibilità. Continua a Leggere

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Holistic Planet Map: l’evoluzione nel mondo del Benessere

Holistic Planet Map

Qualche tempo fa, le amiche Vitalba Scalia e Catia Pierotti, mi parlarono di un progetto che stavano concretizzando insieme ad Carmelo Arena; e soprattutto mi chiesero se volevo sostenerli nel suo sviluppo.

Conoscendo il modo di “lavorare” e di “creare” di questo formidabile gruppo, non ho avuto alcun dubbio.

Oggi HOLISTIC PLANET MAP è un progetto già nato e che sta radicando molto velocemente. Continua a Leggere

Meditazione e Mindfulness Temi

QUANDO LE EMOZIONI SONO NOCIVE LA MINDFULNESS PUÒ’ AIUTARCI A TRASFORMARLE.

Se Proviamo a vedere le emozioni e i pensieri come una forma di energia, con una loro forma e consistenza, ci è più semplice capire come esse possano influenzare il nostro fisico e il nostro campo vitale.

Quando proviamo una forte emozione il battito cardiaco accelera , viso e mani possono arrossarsi, sudiamo e il respiro si altera.
Ogni emozione genera delle sensazioni nel corpo che possono essere collegate a cambiamenti endocrini.
Ad esempio in situazioni di stress vediamo salire il cortisolo, l’adrenalina e l’insulina, ormoni che alla lunga, affaticano e indeboliscono il nostro sistema immunitario.
Nel libro “EMOZIONI DISTRUTTIVE”. Liberarsi dai tre veleni della mente: rabbia, desiderio e illusione” di D. Goleman, T. Gyatso (Dalai Lama), Mondatori, Milano, 2003, ci si sofferma non poco sul potere deleterio di questi tre tipi di emozione.
Ad esempio uno stato di collera protratto a lungo o represso, può trasformarsi in un sentimento di frustrazione e agire sul fegato, sullo stomaco, e provocare dolori muscolari.
Nella tradizione cinese la collera è associata al drago che con la sua potenza può rinnovare o distruggere.
Altro veleno sono i pensieri ruminanti che bloccano l’energia vitale e impediscono di vivere il presente: rimuginare non aiuta a trovare una soluzione, ma al contrario ci blocca nell’assillo di trovarla: i nodi vanno sciolti uno alla volta, dobbiamo non vedere il problema tutto insieme come una montagna insormontabile, ma attuare azioni graduale che ci portino fuori dalla situazione un passo alla volta.
Fare un lavoro sulle emozioni significa fare un lavoro su se stessi , imparando a dare un significato anche ai momenti “contrari” della vita, senza subirli, ma analizzando i messaggi, ed eventualmente ripulendo abitudini e condizionamenti, che possono favorire un percorso a noi non più consono. E’ importante volgere la direzione a scoprire e rafforzare le risorse interiori ed esteriori, per incamminarci finalmente verso ciò che ci fa sentire adeguati. Coltivare ciò che ci fa riconoscere, affinché anche le piccole salite saranno affrontate col giusto fiato!.
Alcuni forme di meditazione, in particolare alcuni tipi di meditazione Mindfulness, possono aiutarci a conoscere, sentire e prevenire l’insorgere di alcune emozioni.
Gli effetti che la meditazione ha sui meccanismi cerebrali e sul comportamento, sono uno dei soggetti studiati dalle neuroscienze, così come le metodologie di cura non farmacologica tra cui, appunto, i protocolli Mindfulness.
Mindfulness è la traduzione in inglese della parola Sati in lingua Pali, che significa ‘attenzione consapevole’ o ‘attenzione nuda’. Tradurre in italiano il termine inglese non è immediato, solitamente balza all’attenzione il motivo per cui una disciplina che dovrebbe portare alla consapevolezza di sé svuotando la mente dai pensieri perturbanti si traduca letteralmente come ‘mente piena, abbondante’.Nella Mindfulness è interessante l’idea di togliere alla guida dei processi mentali il pilota automatico così da permettere alle creature di riprendere in mano il timone che indica le proprie direzioni. Nella Mindfulness essere testimone non giudicante dei propri meccanismi, della propria quotidianità è una delle indicazioni fondamentali.
Si tratta di un processo che non ha inizio né fine e che nella quotidianità di ognuno, si può continuamente rinnovare.
I percorsi della Mindfulness ci permettono di fare una sorta di auto-indagine, di conoscere i nostri meccanismi restando presenti a noi stessi e capaci di ‘vedere’ quello che c’è nella nostra realtà, momento per momento.

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Invito all’ascolto

I boschi segreti sono così vicini a noi e riservano sorprese e strani incontri di passaggi e voli … per trovare la loro strada segui il vento, una suggestione, una foglia che cade, la chioma degli alberi che respira, strani personaggi che fanno capolino … il bosco segreto è molto vicino …

Educare alla bellezza vuol dire educare alla cura, cura di ciò che ci viene affidato sia personalmente sia a livello più ampio. Vuol dire promuovere le doti, poter condividere, esprimere artisticamente un pensiero o un’azione. Educare al bello vuol dire educare al sapersi prendere i propri tempi per contemplare un’anima, un fiore i colori che si incontrano, vuol dire sintonizzarsi con ciò che fa vibrare le spirito e riconoscere ciò che ci permea.

“Nella preghiera sei tu che parli con Dio; 
nella meditazione sei tu che lo ascolti”

La Meditazione così come la contemplazione possono essere viste come esercizio di invito all’ascolto; di ciò è che intorno, dentro e di ciò che tutto pervade.
L’ascolto è un primo passo per instaurare una relazione empatica, esso aiuta a stare sia dentro che fuori da sè e allo stesso tempo a occupare entrambe le posizioni pur rimanendo presenti a se stessi e all’altro. In questo la medita – azione diviene esperienza pedagogica.

 

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Educazione e Mindfulness

Educazione e Mindfulness.

Introduzione – La Mindfulness come strumento di auto e indagine.

I percorsi e le metodologie che possono aiutarci in un cammino di conoscenza di sé sono oggi molteplici.

Le neuroscienze, ossia l’insieme delle discipline scientifiche che studiano il sistema nervoso, per comprendere i meccanismi che regolano il controllo delle reazioni nervose e del comportamento del cervello, sono in continua evoluzione nella ricerca.

I progressi nelle neuroscienze si riflettono non solo in campo medico, ma anche in quello filosofico, morale e spirituale. Nello specifico, le ricerche in questo settore vanno a coinvolgere questioni fondamentali sulla natura, il libero arbitrio e il significato dell’esistenza stessa.

Gli effetti che la meditazione ha sui meccanismi cerebrali e sul comportamento, sono uno dei soggetti studiati dalle neuroscienze, così come le metodologie di cura non farmacologica tra cui, appunto, i protocolli mindfulness.

Mindfulness è la traduzione in inglese della parola Sati in lingua Pali, che significa ‘attenzione consapevole’ o ‘attenzione nuda’. Tradurre in italiano il termine inglese non è immediato, solitamente balza all’attenzione il motivo per cui una disciplina che dovrebbe portare alla consapevolezza di sé svuotando la mente dai pensieri perturbanti si traduca letteralmente come ‘mente piena, abbondante’, abbondante però di energia creativa di lucidità, mentre viene svuotata dai pensieri martellanti e dalle ruminazioni mentali. Uno dei fondatori della mindfulness, JonKabat-Zinn, la definisce come: “… porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante” (2010).  Nella mindfulness è interessante l’idea di togliere alla guida dei processi mentali il pilota automatico così da permettere alle creature di riprendere in mano il timone che indica le proprie direzioni. Lo sviluppo della Mindfulness come “presenza mentale” porta all’aumento della consapevolezza delle proprie intenzioni, emozioni, pensieri, parole e azioni.

I percorsi della mindfulness ci permettono di fare una sorta di auto-indagine, di conoscere i nostri meccanismi restando presenti a noi stessi e capaci di ‘vedere’ quello che c’è nella nostra realtà, momento per momento.

Quale Meditazione nella relazione di aiuto?

Quando avanza la necessità, in modo più o meno urgente, di ascoltare la nostra natura autentica, spesso in secondo piano, rispetto alla consuetudine del fare, sentiamo l’esigenza di trovare un cammino, un metodo che ci accompagni verso l’ascolto interiore. Ecco allora che le parole, crescita personale, spiritualità, meditazione, mindfulness, ecc.…, iniziano a divenire familiari.

Ci si avvicina alla meditazione solitamente perché si avverte il bisogno di ripulire il vaso mentale, di fermarsi per far scendere il fango sul fondo in modo che l’acqua divenga calma e limpida e ci permetta di vedere in trasparenza.

La meditazione è sia il punto d’appoggio, sia l’arnese da scavo sia la torcia che illumina la profondità dell’essere; essa è sia un aiuto per comprendere l’essere, sia un mezzo per coltivare la coscienza.

La meditazione è lo strumento pratico più semplice per lavorare sugli strati più basilari della nostra esperienza e ci permette di crescere in consapevolezzapresenza Ascolto: caratteristiche fondamentali nel lavoro di crescita personale e di relazione di aiuto.

Spesso è facile osservare come, I limiti mentali e la mancanza di autoconsapevolezza, possono portare non solo alla disarmonia delle singole persone, ma si riflettono nel modo di vita caotico di una intera società nonché nei conflitti e nelle disarmonie a livello mondiale.  

Capita, tuttavia, non di rado, che di fronte alla ricerca interiore e spirituale molti assumano un atteggiamento di scetticismo come se il rapporto con sé stessi e ciò che ci circonda non dipendesse da quanto avviene in dimensione, o al contrario si diventi “fanatici” di un orientamento “spirituale” più o meno di moda.

La Mindfulness diviene, quindi, un metodo educativo per chiunque voglia trascendere le proprie limitazioni, abitudini e meccanismi comportamentali appresi sì da raggiungere un livello più alto di benessere psicofisico. Le tecniche della mindfulness educano la mente a conoscere e sostituire le emozioni distruttive con modi di essere, atteggiamenti, più costruttivi. In tal senso la essa si è rivelata un itinerario invitante nella creazione di proposte educative, poiché ha al suo interno non solo protocolli già applicabili ma, soprattutto, suggerimenti e strade ancora aperte alle sperimentazioni; accoglie pensiero e forma lasciando il viaggiatore in grado di decifrare la propria mappa di viaggio.

Interazione Educativa e Mindfulness

Nell’interazione educativa il ruolo dell’educatore/pedagogista è quello di colui che accompagna l’altro nel proprio cammino quotidiano sostenendolo nella ricerca di “soluzioni”, che sono già dentro ognuno, ma che spesso sono celate da schemi ossidati e rigidi che hanno interrotto il percorso, diviene allora naturale che l’educatore debba cercare itinerari sempre nuovi per sostenere l’altro nell’incontro con la propria mappa.

Quando si parla di cura, di professioni di aiuto, si parla di creature che interagiscono tra loro, ho spesso l’impressione che questa interazione non sempre porta con sé uno scambio, spesso vi sono difficoltà di comunicazione, come se ognuno restasse prigioniero di un linguaggio appreso, che anziché aiutarlo a comunicare con l’altro, lo mette in difficoltà prima di tutto a tradurre quello che l’altro dice e poi a rispondere adeguatamente.

“Siamo più nell’epoca dell’interpretazione che in quella della comunicazione, si sentono più monologhi che dialoghi, non solo tra persona e persona, ma anche tra gruppi e gruppi.

In particolare chi si accinge a proporre percorsi terapeutici dovrebbe avvertire che avere cura di noi stessi è prendersi cura delle altre creature, che la ricerca inizia a essere coltivata in noi, dobbiamo predisporci alla responsabilità e alla fiducia. “

Se dobbiamo ascoltare, è fondamentale, saper calmare nelle nostre menti i pensieri, le ruminazioni quotidiane, dobbiamo letteralmente aprirci non solo per ascoltare ma anche per sentire la storia che l’altro ha da raccontarci e non solo nei suoi contenuti verbali.

La Mindfulness promuove la responsabilità a conoscere meglio corpo, pensieri, emozioni, portandoci sulla via dell’ascolto, contattando la fonte, le risorse di guarigione, conducendoci verso la fiducia di sé. Arricchisce la nostra capacità di padroneggiare le situazioni difficili della vita, conferendo un maggiore potere di gestione dello stress, dei conflitti e delle difficoltà quotidiane o straordinarie.

La Mindfulness può essere considerata strettamente in risonanza con la pedagogia in quanto ‘educa’ la mente a sostituire i meccanismi distruttivi con modi di essere costruttivi, che promuovono il benessere, l’amore, l’incontro con sé e con l’altro.

La Mindfulness ha il ruolo di educare, ovvero di aiutare ogni creatura ad aprire mente e cuore in modo da allineare l’auto ascolto e sviluppa una consapevolezza che implica una maggiore presa di coscienza di sé e dei meccanismi di risposta automatici.
Migliora la gestione dei propri stati mentali ed emotivi con evidenti conseguenze nella qualità delle attività che si svolgono e nella comunicazione con altri;

Osservare e comprendere la mente sofferente è parte fondamentale del processo di purificazione di mente-cuore e conseguentemente delle abitudini quotidiane.

Educazione alla consapevolezza come educazione a ‘semplificare’ la vita sia interiore che esteriore.

Se l’approccio è giusto, noteremo un senso di leggerezza, di libertà, di entusiasmo.

Non sono solo le esperienze che facciamo, ma il modo in cui le leggiamo ci rende la vita leggera o angosciante, in un certo senso l’approccio pedagogico alla Mindfulness, ci insegna un nuovo metodo di lettura della quotidianità.

Coltivando un percorso di conoscenza interiore scopriamo un modo nuovo di affrontare il flusso della vita. Alimentando la fiducia in noi stessi possiamo incrementare la condizione di ‘sentirci a casa ’ in ogni momento e in comunione con l’universo, sì da poter ‘‘curare’, col dovuto rispetto, la nostra quotidianità.

Bibliografia

Kabat Zinn J. (2004), Vivere momento per momento, sconfiggere lo stress, il dolore, l’ansia e la malattia con la saggezza di corpo e mente, TEA, Varese, 2010.

GyatsoTenzin (Dalai Lama), Goleman D. (2003) , Emozioni distruttive, liberarsi dai tre veleni della mente: rabbia, desiderio e illusione, Mondadori, Milano, 2003.

Giuseppina Scerri, Edu – Mindfulness: relazione educativa e Mindfulness,

Tesi di Master in: Meditazione e Mindfulness: neuroscienze e applicazioni cliniche nelle professioni di aiuto.  Università degli studi di Firenze, 5 aprile 2013.             

Sitografia

www.francofabbro.it/files/mindfulness-fabbro.pdf