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Poesie e Racconti

Poesie e Racconti

CAMMINIAMO IN CIRCOLO

L’attimo si ferma

nel momento esatto in cui

il tuo respiro mi passa tra le costole

come un’onda ancestrale

primitiva

dove il tempo è sospeso

Tu sei l’uomo che io sarei

se i miei cromosomi fossero XY

Quando i tuoi suoni mi pervadono

sono a casa Continua a Leggere

Poesie e Racconti

ABBRACCIO

Fluido

Eterico

Lieve

Vaga, dopo che ha trovato solo porte chiuse

cancelli di convenzioni

scelte preistoriche

 ingranaggi malefici che non gli cedono il passo

Eppure egli vola:

leggero

incosciente

vorace

puro e dolorante

entusiasta

Bussa sfinito alle porte del sogno

Per un attimo si placa

troppo poco

non gli basta

Oltre la sua volontà

rinnova la traiettoria

avvia strade ancora sconosciute

le percorre veloce

e finalmente può svolgersi

Morbido

Avvolgente

Corporeo

Certo di essere a casa e trovare riposo.

 

l’immagine è tratta da un dipinto di Mara Bevione.

 

 

 

 

 

Poesie e Racconti

Preziosa linfa

Partendo per un viaggio senza meta

con il semplice vuoto che ti oscilla in testa

una confusione esaltante

Il centro stilla preziosa linfa

che invade decisa tutto il tuo essere

Il silenzio è uno schiaffo

un passo in più diviene scabroso e necessario

Filtri che si dissolvono

L’urgenza che prende il sopravvento

Venti favorevoli

L’ancora più non tocca la sabbia

Il firmamento impazzito vortica sui pensieri

Le acque calme accolgono l’urgenza

L’affine attende

Suggerisce, traccia

Il timone risponde e docile si lascia girare.

Poesie e Racconti

IL CORREDO

IL CORREDO

Oltrepassavano i muri con i loro suoni, cadenzati e acuti, inseguendosi nell’aria fino ad arrivarle alle orecchie. Ascoltarli, era quello che più le piaceva sentire, quando la mattina tornava su questa dimensione. Ogni giorno era l’inizio di una avventura nuova, non si aspettava niente, ma era certa che tutto fosse là ad aspettarla. Un tintinnio di porcellana, due donne, le loro voci lontane quel che bastava per non sentire le parole. Profumi di timo, pomodoro a soffriggere, odori che arrivavano lenti e intensi fin dentro il sonno della domenica. Uno sbattere di sportello, frammenti di risate, rumori di passi, in cucina la vita era già iniziata, mentre, accovacciata tra le lenzuola, assaporava le impronte dei sogni appena lasciati.  La luce filtrava decisa dalle persiane verdi a indicare che ora di alzarsi, eppure, Caterina, preferiva indugiare, come se avesse paura di consumare troppo in fretta la giornata, o che essa, vivendola, deludesse le aspettative che in quel momento erano lì custodite e da ammirare.Era un rito alzarsi, poggiare i piedi sulle mattonelle fresche, indugiare a sentire l’aria sulle gambe, il tempo fresco e dilatato dei giorni di festa.

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