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Giardino d’Inverno: Poesie Racconti e libri

Giardino d'Inverno: Poesie Racconti e libri

Dimora

Al mio corpo
che mi è stato dato in prestito
attraverso il quale passano le galassie e i misteri delle stagioni
Che talvolta temo e biasimo
per il suo peso e i segni del tempo
Esso si fa nave per trasportare sogni, dolori, sentimenti
lì traduce in malanni più o meno sopportabili
si che io l’ascolti e alleggerisca l’animo
A questo corpo che maledico quando sento dolore
che innalzo a tempio, quando le tue braccia mi circondano la vita
quando le mani diventano dimora
In quei momenti io lo sento tutto, quasi lo dimentico
per come diviene leggero
non mi ricordo delle stilettate acute nei miei muscoli
della pesantezza che si accende nelle ossa
Esso contiene le lacrime nude, che si nascondono all’esterno
ma dentro, mi tirano continuamente per la manica
le poche volte che straripano fuori
sono così cariche, che recano danni al raccolto
Ha accordato le mie mani sulle frequenze del cuore
cosa posso volere di più, cosa?
Corpo tu sei la mia casa, la mia auto, il mio santuario
dimora dei sensi e del perdono
Sei lo scrigno che ho in dote per la vera perla
che un giorno prenderà il suo posto nella collana di eterno
Oggi ti riconosco e mi inchino
onorando ogni attimo e vedendo in te la bellezza che meriti

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Leggero

Arrivò come un vento leggero

Innocuo

rassicurante

Proseguì facendo ondeggiare le cime degli alberi

e un senso di disorientamento la pervase

Quando vide le foglie alzarsi come mulinelli impazziti

e sentì la sua brezza passarle gli abiti

capì di non avere scampo

Non c’era rifugio ad accoglierla

E soprattutto

non voleva fuggire.

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ABBRACCIO

Fluido

Eterico

Lieve

Vaga, dopo che ha trovato solo porte chiuse

cancelli di convenzioni

scelte preistoriche

 ingranaggi malefici che non gli cedono il passo

Eppure egli vola:

leggero

incosciente

vorace

puro e dolorante

entusiasta

Bussa sfinito alle porte del sogno

Per un attimo si placa

troppo poco

non gli basta

Oltre la sua volontà

rinnova la traiettoria

avvia strade ancora sconosciute

le percorre veloce

e finalmente può svolgersi

Morbido

Avvolgente

Corporeo

Certo di essere a casa e trovare riposo.

 

l’immagine è tratta da un dipinto di Mara Bevione.

 

 

 

 

 

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Preziosa linfa

Partendo per un viaggio senza meta

con il semplice vuoto che ti oscilla in testa

una confusione esaltante

Il centro stilla preziosa linfa

che invade decisa tutto il tuo essere

Il silenzio è uno schiaffo

un passo in più diviene scabroso e necessario

Filtri che si dissolvono

L’urgenza che prende il sopravvento

Venti favorevoli

L’ancora più non tocca la sabbia

Il firmamento impazzito vortica sui pensieri

Le acque calme accolgono l’urgenza

L’affine attende

Suggerisce, traccia

Il timone risponde e docile si lascia girare.