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Bridges of light-Ponti di luce: Edupratica Vi racconta il progetto di Gaetano Vivo

Edupratica promuove reti e collaborazioni, con persone e iniziative che lavorano nel campo del benessere e della Relazione di aiuto. Bridges of light – Ponti di luce è attualmente presente come gruppo gruppo facebook (a cui è necessario iscriversi per seguire contenuti e dirette) e un canale Youtube, ma, prima di tutto, è un’idea nata da Gaetano Vivo, Reiki Master, che sta portando in varie parti del mondo la sua scuola e i suoi seminari e che di Bridges of ligth ci dice:

Bridges of Light – Ponti Di Luce è un’idea a cui penso da molto tempo: poter creare una comunità di esseri umani che vogliono costruire un ponte energetico tra i diversi universi e crescere nella consapevolezza che tutto è possibile. Contribuire a coinvolgere una comunità consapevole della propria spiritualità è una grande ambizione e, allo stesso tempo, una missione che vorrei condividere. Per superare gli spazi angusti in cui confiniamo le nostre esistenze e diffondere la luce come ponte tra le anime.

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RAGIONE E SENTIMENTO

Siamo immersi nel mistero, eppure, la supremazia della ragione, schiaccia spesso la meraviglia. L’affidarci, non basta, spesso scegliamo il controllo, in un continuo stato vigile, diveniamo sentinelle di noi stessi, di ciò che cammina attorno alle mura dei nostri timori.

Ci affidiamo alla scienza, con la pretesa, che essa possa risolvere e aggiustare ogni dubbio, ogni ferita, pensiamo che la ripetizione di un meccanismo, la sua osservazione e il suo dominio, ci renda meno fragili, meno in balia di un caso, che percepiamo allo stesso tempo come coincidenza sporadica o come evento funesto, che scombussola o ci porta fuori dal teatro quotidiano.

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Reiki Primo Livello: Meditazione e ascolto.

Il Reiki è un antico metodo giapponese di meditazione e crescita personale fondato dal Maestro Mikao Usui. 
Nonostante l’associazione sia attualmente sciolta, ho scelto di seguire le indicazioni della Reiki Italia Kenkyukai, che ha fatto a suo tempo una ricerca approfondita per recuperare le meditazioni originali di questa disciplina giapponese.

Personalmente ho cercato di rispettare la metodologia iniziale, eliminando eventuali rimandi esoterici, e attenendomi al metodo di Meditazione e ascolto di sé e dell’altro, centrandosi in uno stato di presenza. 
Il Reiki, è qui inteso, come pura tecnica di meditazione e come strumento di connessione diretta tra la pulsazione universale presente nell’essere umano e la pulsazione universale che tutto pervade.

Il contatto profondo con sé stessi, in molti casi, aiuta a ritrovare il contatto quotidiano con il Ki circolante a livello: corporeo, mentale e spirituale, sollecitando la persona a dedicarsi con rinnovata consapevolezza al proprio cammino e ponendo attenzione alla propria crescita personale. 
L’ascolto ad un livello più profondo e lo stare in presenza sono il nucleo dei percorsi Reiki che propongo.

Nel corso di Primo livello, oltre a ricevere le prime due attivazioni, andremo a trattare i seguenti argomenti:

  • Cosa è e come funziona il primo livello Reiki
  • I livelli del Reiki
  • I tre pilastri
  • I cinque principi
  • La storia del Reiki e il Reiki in Giappone
  • La bilanciatura nel cuore
  • L’auto – trattamento
  • Il trattamento all’altra persona
  • Il trattamento completo
  • Meditazioni Reiki I Livello
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Poesia, Arte d’Urgenza

Permettere al cuore di restare aperto dinanzi all’incanto della vita, perché ogni disillusione, altro non è, che lasciare andare il fardello della nostra armatura e finalmente raggiungere la verità.

La poesia è guardare con occhi diversi, svegli, liberi dal precostituito, sono ali che l’Universo ci dona per mantenere vivo il contatto non solo con la propria anima, ma con l’Anima nel Tutto.

La poesia è tornare a sentire i sapori e non avere paura della sensualità che scende, dell’intelligenza che si apre e ci parla, dell’etere cosmico che in noi scorre e della connessione che rimane accesa.

Tutto quello che il creato ci dona è poesia e ancora di più è il dischiudere del cuore alla consapevolezza che noi ne siamo parte: creature e non creatori, vi pare una limitazione? Assolutamente no, perché capito questo cominciamo ad essere co-creatori senza il delirio di onnipotenza ma con l’abbondanza dell’interconnessione.

In effetti la radice di Poesia è quella di  “Creazione”, perché dal Creatore ha origine, è il verbo che Egli usa per parlare alle sue creature, il linguaggio prediletto.

La poesia risiede tra le arti dell’urgenza e, come tale, non possiamo che lasciarla sgorgare offrendole le sponde della scrittura, in modo da farne una dispensa di spezie con le quali non solo insaporire la vita, ma per annusarle ogni volta che ci dimentichiamo il profumo dell’essenza.

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Per Fiorire ci vuole Poesia

La nostra visita su questo piano è una esperienza sensoriale e di amore per la nostra anima.
Per questo sentiamo il bisogno, spesso represso, nel nostro tempo di produzione continua, di stare con noi stessi: Perché annusiamo il pericolo di lasciarla indietro.


Siamo escursionisti in visita, con uno zaino piena di doni, che a noi, proprio a noi, esseri speciali, sono stati dati. Siamo giardinieri che hanno in cura i semi da portare a fioritura.

La presa di consapevolezza, di essere parte di qualcosa, che al contempo è in noi e più grande di noi, può aiutarci a prendere delle pause, a sentire la connessione, accenderla e non spegnerla mai più, perché essa mai si consuma, anzi, più la usiamo più diviene forte. È percorrere il miracolo rendendosene conto e non pensare che tutto è scontato così.

Come racconto sempre, sono nata e cresciuta in un bosco, a contatto con gli alberi i fiori, gli animali e gli elementali. Scarpe comode e voglia di ascoltare. Prima di sette cugini, per loro inventavo percorsi e cacce al tesoro, forse la passione per le Scienze dell’educazione è nata in quegli anni, perché già mi era stata consegnata nel cestino dei doni.

L’educazione è un terreno scabroso, in cui si incontrano sassi e inciampi chiamati; paure, luoghi comuni, pigrizia, non sentire e “A che serve?”. Dove corriamo il pericolo di lasciarci assuefare da pensieri presi in prestito senza rielaborarli.La pedagogia è quel dispositivo senza fili ma già in WI-FI dalla nascita, che può aiutarci ad essere consapevoli dell’importanza di stare sempre connessi con la fonte che nutre.

Ho sempre cercato di viaggiare tra “mondi” possibili, tra il dentro e il fuori, per poi arrivare a scoprire che tutto è connesso, che la fonte ci parla continuamente.La partenza negli studi pedagogici è stata quella classica, scientifica, ma il sentire è sempre stato quello poetico, dovevo solo prenderne consapevolezza durante il cammino. Quando, questa consapevolezza è arrivata, solo da allora ho lasciato fiorire il progetto, EduPratica.Un detto giapponese ci ricorda che sulla tavola non devono mai mancare il pane e i fiori, questo è lo spirito di edupratica: un viaggio che contemporaneamente fluisca tra il sentire, la riflessione e la pratica, il tutto pervaso dal vento della poesia che quando arriva tutto muove.

La pedagogia, si occupa della fioritura in ogni età della vita, ed ha come missione, l’ascolto e la cura dei semi, propri e altrui, distingue i terreni adatti affinché essi possano essere piantati.

La relazione educativa trasmette l’importanza dell’ascolto e della pazienza nel dare nutrimento alle radici, nel rafforzarle e infine di gioire insieme nell’epoca della fioritura e dell’espansione del loro profumo e dei loro colori.

Non si può medicalizzare la pedagogia, poiché, si corre il rischio, che, i naturali sforzi, a riconoscere i propri semi, siano classificati come malanni, come problemi.La pedagogia non fa diagnosi, non mette le cose a posto, caso mai studia insieme la mappa, per arrivare verso un luogo che ci chiama.

Buona Fioritura

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PierPaolo Limongelli ci racconta la MAIL – ART

Ci avete fatto caso? ormai il postino è diventato sinonimo di bollette da pagare.  I sistemi di comunicazione corrono veloci dalle e – mail ai messaggi whatsapp e raramente ci aspettiamo di trovare, nella cassetta delle lettere, una cartolina, eccezione fatta, per qualche rara corrispondenza inviata dalle vacanze estive.

Eppure un po’ di tempo fa è nato il movimento artistico della MAIL-Art, conosciuto anche con il termine di Arte Postale, che usa il servizio postale come mezzo di distribuzione, tramite l’invio di opere generalmente di piccolo formato, creando così un feed-back tra mittente e destinatario. Immaginate allora di poter ideare voi stessi la propria cartolina, di costruire un paesaggio che rifletta l’idea, i colori, le forme che esprimono le vostre emozioni. Immaginate di poter usare i materiali e le tecniche che volete, di realizzarlo su una cartolina e poter spedire il vostro speciale, messaggio, apponendo il famoso francobollo e spedirlo!. Immaginante, che, contemporaneamente, la vostra cassetta delle lettere sia invasa da una cascata di cartoline colorate e pronte a farvi compagnia, a farvi conoscere nuovi modi di espressione artistica e emozionale. La mail art, infatti, non è rivolta solo a chi “sa disegnare”, ma semplicemente a chi ha voglia di mettersi in gioco. Chissà cosa succederebbe se in ogni classe un bambino ricevesse una cartolina su cui disegnare un messaggio speciale e chissà cosa succederebbe se a casa di quel bambino arrivassero tante cartoline da altri ragazzi come lui.

In Italia, abbiamo la fortuna di avere un grande promotore della Mail-Art, Pierpaolo Limongelli, che recentemente, insieme a Clara Orlandi, ha dato il via, tra gli altri, al progetto del Fluismo Postale.  Oggi su Edupratica, PierPaolo Limongelli ci racconterà meglio questo movimento: 

G.S. : Buon giorno PierPaolo, intanto grazie per aver accettato l’invito di Edupratica, la prima domanda naturalmente è come hai conosciuto la Mail Art e quando hai deciso di promuoverla in Italia?

PP.L. : Ciao Giusi, ti ringrazio per avermi interpellato a proposito di una mia grande passione che è nata nel 1987 leggendo un articolo di Roberto Banchi su “Stress” una rivista underground fiorentina. Bobo Banchi  spiegava con parole semplici in cosa consiste lo scambio artistico/comunicativo attraverso l’Arte Postale ed al termine del suo articolo indicava 15 indirizzi postali a cui poter inviare propri lavori. Così ho iniziato, ho spedito 15 cartoline autoprodotte, una diversa dall’altra ad ognuno degli indirizzi indicati. Da allora sono entrato a far parte di una rete, un network non codificato, fatto da tante persone nel mondo che partecipano gratuitamente in vari modi alla Mail Art. Non ho deciso di promuoverla, semplicemente ho dialogato via posta con tante persone; con alcune più intensamente, con altre più sporadicamente. Ho partecipato ad alcuni meeting e ne ho organizzati due, all’inizio degli anni ‘90 del secolo scorso, collegati naturalmente a progetti specifici. Come diceva nel 1962 Ray Johnson, artista americano che ha dettato le poche regole della Mail Art,  per capire l’Arte Postale basta partecipare attivamente, creando liberamente arte e scambiandola gratuitamente attraverso il sistema postale. In questi 30 anni ho inviato e ricevuto tanti lavori ed è sempre una gioia  ricevere opere inattese nella propria cassetta postale.

G.S. : Come è nata l’idea del Fluismo Postale e il Progetto Black to the future in collaborazione con Clara Orlandi? Ci sono nuovi progetti di Fluismo Postale?

PP.L. : Con Clara Orlandi ci siamo conosciuti l’anno scorso ad un meeting di Mail Art organizzato a Paliano in provincia di Frosinone da Cecilia Bossi, Terry Cazzaro e Mabi Col. Durante l’incontro è stata creata una tela collettiva, dove ogni partecipante poteva partecipare liberamente dipingendo, timbrando, attaccando ritagli di riviste. E’ capitato che io e Clara in momenti diversi abbiamo lavorato su una parte specifica della grande tela. Io ho ricevuto proprio il ritaglio in cui Clara aveva fatto il suo intervento in cui ha dipinto mezza bandiera del popolo aborigeno ed incollato alcune immagini che raffigurano aborigeni australiani. Dopo qualche settimana ci siamo risentiti per telefono e Clara mi ha parlato del Fluismo, la nuova corrente di pensiero del XXI secolo, e mi ha chiesto se fossi interessato ad organizzare insieme a lei  e proporre “Black to the future” ai miei contatti nel network mailartistico. Così ci è venuto in mente di creare il Fluismo Postale ed il progetto vuole far riflettere e quindi chiedere agli artisti una propria opera sulla situazione attuale degli Aborigeni australiani, un popolo che è stato, dalla fine del 1700, depredato della propria terra e della propria cultura millenaria. Fino ad ora abbiamo ricevuto lavori da 75 persone, la maggior parte dei quali è piena di colori e richiede che i diritti degli aborigeni vengano rispettati.

 Un nuovo progetto “Armonia Universale nel mondo del Fluismo” sta per essere diffuso in questi giorni al network.

La cartolina è già pronta: 

La libertà di espressione e la voglia di donare e di condividere le proprie emozioni con gli altri sono le regole da seguire per partecipare a questo nostro progetto.

 G.S. : Da Pedagogista mi viene da chiedermi se la Mail – Art possa essere uno strumento di divulgazione didattica e non solo, tu cosa ne pensi?

PP.L. : Sicuramente le caratteristiche fondamentali della Mail Art, libertà, dono, gratuità, condivisione, partecipazione, amicizia, mancanza di giurie, scambio libero, gioco, ironia danno la possibilità a chiunque abbia voglia di essere parte di questa grande comunità internazionale. Quindi credo che gli educatori, come già avviene in molte scuole europee, possano coinvolgere gli studenti in progetti per diffondere idee di pace, giustizia, amore, consapevolezza. In questa fase in cui, al contrario, si stanno diffondendo idee di chiusura, paura ed egoismo educare al bene comune, alla solidarietà tra le persone è necessario e creare propri lavori e scambiarli senza pregiudizi è sicuramente un buon modo per imparare il rispetto per l’altro.

Grazie PierPaolo, ti ringrazio per tutto quello che ci hai trasmesso e raccontato, sono certa che molti dei miei amici, che lavorano in ambito artistico ed educativo vogliano saperne di più. Qui sotto potete trovare gli indirizzi WEB utili per chi voglia approfondire l’argomento:

https://twitter.com/fluismo_postale

http://armoniauniversale.blogspot.it

http://blacktofuture2018.blogspot.it

 Nella Foto PierPaolo Limongelli

Crescita personale Educazione e Pedagogia Meditazione e Mindfulness

I bambini di domani

Ormai, da tempo, svolgo interventi educativi nelle comunità rivolte alla”terza età”.  Gli ospiti, che vivono nelle case di riposo, hanno spesso patologie degenerative:  vedere dei “miglioramenti” o destare un interesse, nel senso classico del termine, non è facile, si può parlare caso mai di un mantenimento, di far conoscere, ancora, nuove possibilità. Continua a Leggere

Crescita personale Educazione e Pedagogia Meditazione e Mindfulness

Holistic Planet Map: l’evoluzione nel mondo del Benessere

Holistic Planet Map

Qualche tempo fa, le amiche Vitalba Scalia e Catia Pierotti, mi parlarono di un progetto che stavano concretizzando insieme ad Carmelo Arena; e soprattutto mi chiesero se volevo sostenerli nel suo sviluppo.

Conoscendo il modo di “lavorare” e di “creare” di questo formidabile gruppo, non ho avuto alcun dubbio.

Oggi HOLISTIC PLANET MAP è un progetto già nato e che sta radicando molto velocemente. Continua a Leggere

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Compassione a Km 0 – La filiera corta dei sentimenti

È un soggetto di mezza età, pacato, educato quanto basta, entusiasta ma non troppo, seduto su una sedia di ferro, retaggio di tempi in cui vi era abbondanza, aspetta paziente e confuso il momento del prelievo.

Il braccio è steso su un metallico tavolo grigio.

Lo sguardo è vitreo, l’incarnato pallido; le siringhe lo hanno da sempre terrorizzato, il rumore dell’ago che penetra le vene, gli fa roteare la testa.

Non sente più niente, a mezz’aria dal proprio cuore, e da quello del mondo.

Chiude gli occhi, la vista del sangue lo farebbe oscillare di nuovo, eppure se avesse il coraggio di guardare, si accorgerebbe che la provetta non contiene liquido rosso, bensì una pulsazione incolore. Continua a Leggere