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PIR Pronto intervento relazionale

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RAGIONE E SENTIMENTO

Siamo immersi nel mistero, eppure, la supremazia della ragione, schiaccia la meraviglia. L’affidarci, non basta, scegliamo il controllo, in un continuo stato vigile, diveniamo sentinelle di noi stessi, di ciò che cammina attorno alle mura dei nostri timori.

Ci affidiamo alla scienza, con la pretesa, che essa possa risolvere e aggiustare ogni dubbio, ogni ferita, pensiamo che la ripetizione di un meccanismo, la sua osservazione e il suo dominio, ci renda meno fragili.

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Poesia Arte d’Urgenza

Permettere al cuore di restare aperto dinanzi all’incanto della vita, perché ogni disillusione, altro non è, che lasciare andare il fardello della nostra armatura e finalmente raggiungere la verità.

La poesia è guardare con occhi diversi, svegli, liberi dal precostituito, sono ali che l’Universo ci dona per mantenere vivo il contatto non solo con la propria anima, ma con l’Anima nel Tutto.

La poesia è tornare a sentire i sapori e non avere paura della sensualità che scende, dell’intelligenza che si apre e ci parla, dell’etere cosmico che in noi scorre e della connessione che rimane accesa.

Tutto quello che il creato ci dona è poesia e ancora di più è il dischiudere del cuore alla consapevolezza che noi ne siamo parte: creature e non creatori, vi pare una limitazione? Assolutamente no, perché capito questo cominciamo ad essere co-creatori senza il delirio di onnipotenza ma con l’abbondanza dell’interconnessione.

In effetti la radice di Poesia è quella di  “Creazione”, perché dal Creatore ha origine, è il verbo che Egli usa per parlare alle sue creature, il linguaggio prediletto.

La poesia risiede tra le arti dell’urgenza e, come tale, non possiamo che lasciarla sgorgare offrendole le sponde della scrittura, in modo da farne una dispensa di spezie con le quali non solo insaporire la vita, ma per annusarle ogni volta che ci dimentichiamo il profumo dell’essenza.

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Per Fiorire ci vuole Poesia

La nostra visita su questo piano è una esperienza sensoriale e di amore per la nostra anima.
Per questo sentiamo il bisogno, spesso represso, nel nostro tempo di produzione continua, di stare con noi stessi: Perché annusiamo il pericolo di lasciarla indietro.


Siamo escursionisti in visita, con uno zaino piena di doni, che a noi, proprio a noi, esseri speciali, sono stati dati. Siamo giardinieri che hanno in cura i semi da portare a fioritura.

La presa di consapevolezza, di essere parte di qualcosa, che al contempo è in noi e più grande di noi, può aiutarci a prendere delle pause, a sentire la connessione, accenderla e non spegnerla mai più, perché essa mai si consuma, anzi, più la usiamo più diviene forte. È percorrere il miracolo rendendosene conto e non pensare che tutto è scontato così.

Come racconto sempre, sono nata e cresciuta in un bosco, a contatto con gli alberi i fiori, gli animali e gli elementali. Scarpe comode e voglia di ascoltare. Prima di sette cugini, per loro inventavo percorsi e cacce al tesoro, forse la passione per le Scienze dell’educazione è nata in quegli anni, perché già mi era stata consegnata nel cestino dei doni.

L’educazione è un terreno scabroso, in cui si incontrano sassi e inciampi chiamati; paure, luoghi comuni, pigrizia, non sentire e “A che serve?”. Dove corriamo il pericolo di lasciarci assuefare da pensieri presi in prestito senza rielaborarli.La pedagogia è quel dispositivo senza fili ma già in WI-FI dalla nascita, che può aiutarci ad essere consapevoli dell’importanza di stare sempre connessi con la fonte che nutre.

Ho sempre cercato di viaggiare tra “mondi” possibili, tra il dentro e il fuori, per poi arrivare a scoprire che tutto è connesso, che la fonte ci parla continuamente.La partenza negli studi pedagogici è stata quella classica, scientifica, ma il sentire è sempre stato quello poetico, dovevo solo prenderne consapevolezza durante il cammino. Quando, questa consapevolezza è arrivata, solo da allora ho lasciato fiorire il progetto, EduPratica.Un detto giapponese ci ricorda che sulla tavola non devono mai mancare il pane e i fiori, questo è lo spirito di edupratica: un viaggio che contemporaneamente fluisca tra il sentire, la riflessione e la pratica, il tutto pervaso dal vento della poesia che quando arriva tutto muove.

La pedagogia, si occupa della fioritura in ogni età della vita, ed ha come missione, l’ascolto e la cura dei semi, propri e altrui, distingue i terreni adatti affinché essi possano essere piantati.

La relazione educativa trasmette l’importanza dell’ascolto e della pazienza nel dare nutrimento alle radici, nel rafforzarle e infine di gioire insieme nell’epoca della fioritura e dell’espansione del loro profumo e dei loro colori.

Non si può medicalizzare la pedagogia, poiché, si corre il rischio, che, i naturali sforzi, a riconoscere i propri semi, siano classificati come malanni, come problemi.La pedagogia non fa diagnosi, non mette le cose a posto, caso mai studia insieme la mappa, per arrivare verso un luogo che ci chiama.

Buona Fioritura

Educazione e Pedagogia Meditazione e Mindfulness PIR Pronto intervento relazionale

I bambini di domani

Ormai, da tempo, svolgo interventi educativi nelle comunità rivolte alla”terza età”.  Gli ospiti, che vivono nelle case di riposo, hanno spesso patologie degenerative:  vedere dei “miglioramenti” o destare un interesse, nel senso classico del termine, non è facile, si può parlare caso mai di un mantenimento, di far conoscere, ancora, nuove possibilità. Continua a Leggere

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Compassione a Km 0 – La filiera corta dei sentimenti

È un soggetto di mezza età, pacato, educato quanto basta, entusiasta ma non troppo, seduto su una sedia di ferro, retaggio di tempi in cui vi era abbondanza, aspetta paziente e confuso il momento del prelievo.

Il braccio è steso su un metallico tavolo grigio.

Lo sguardo è vitreo, l’incarnato pallido; le siringhe lo hanno da sempre terrorizzato, il rumore dell’ago che penetra le vene, gli fa roteare la testa.

Non sente più niente, a mezz’aria dal proprio cuore, e da quello del mondo.

Chiude gli occhi, la vista del sangue lo farebbe oscillare di nuovo, eppure se avesse il coraggio di guardare, si accorgerebbe che la provetta non contiene liquido rosso, bensì una pulsazione incolore. Continua a Leggere

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SCORRERE INSIEME: Scrivere non è fermare l’attimo.

Avendo l’esigenza di nutrirsi e coltivare azioni che la facciano restare in comunicazione con la fonte, l’anima si applica in attività, più o meno strutturate, che sostengano questa sua ricerca.

Passeggiare, leggere, meditare, così come dipingere o scrivere, sono tutte modalità di semina, che ogni anima, a seconda dei doni e delle caratteristiche che gli sono state attribuite, ha a disposizione per tenere in manutenzione la propria antenna puntata sull’universo. Continua a Leggere