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La tecnica non è il soggetto

Siamo invasi da tecniche che promettono benessere, sviluppo personale, raggiungimento di consapevolezza e felicità.
Alcune di esse, tra l’altro, sono sicuramente valide e possono aiutarci in un personale percorso di ricerca e crescita, altre non hanno basi solide e svaniscono con rapidità.
Quello che viene però mancato è il soggetto, siamo tutti talmente concentrati ad affermarci e affermare di aver in mano la giusta soluzione che spesso ci dimentichiamo che le “tecniche” sono il dito che indica e non la luna!

Tutto non è per tutti e il soggetto che vuol percorrere una strada di crescita personale e vuole capire cosa può essere congeniale per lui ha il diritto di ricevere informazioni prima di tutto oneste. Le indicazioni non possono basarsi su una opinione puramente soggettiva, ma dovrebbero provenire da una formazione personale prima e da un adeguato ascolto dell’altro delle sue motivazioni e dei suoi obiettivi a seguire.

Se un insegnante, un operatore, un genitore sono spinti dalla “buona volontà”, da spirito di ricerca e rispetto verso sé e il prossimo, non si metterà a difendere un metodo a discapito di un altro, magari potrà parlare in modo più approfondito di quello che meglio conosce, ma saprà indirizzare l’altro anche su una strada diversa se si accorge che quella che lui ha seguito non è quella congeniale per chi ha davanti in quel momento.

Talvolta metodi efficaci possono divenire inefficaci se non vengono portati avanti con onestà, buona intenzione e preparazione adeguata, mentre metodi più acerbi, possono diventare esperienze importanti perché presentati con integrità e preparazione. 

La differenza, al di là di casi eccezionali, non la fa la tecnica, la fa il soggetto all’interno di una relazione significativa.

La relazione è circolare è esperienza viva per i soggetti coinvolti è crescita e confronto.

Quando spostiamo l’attenzione dai fondamenti non stiamo facendo né azione né ricerca pedagogica stiamo solamente ed egoisticamente cercando di affermare noi stessi e le nostre convinzioni del momento.

Le tecniche, i metodi, se validi, possono alternarsi nella nostre vite, possono dialogare, contaminarsi, crescere, evolvere, ma tutto ciò avviene attraverso i soggetti che ne fanno esperienza, ne digeriscono i contenuti, fanno propria l’esperienza stessa e la ripropongono nella relazione con sé e con l’altro avendola precedentemente indagata, agita, amata.

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