Crescita personale

Per Fiorire ci vuole Poesia

La nostra visita su questo piano è una esperienza sensoriale e di amore per la nostra anima.
Per questo sentiamo il bisogno, spesso represso, nel nostro tempo di produzione continua, di stare con noi stessi: Perché annusiamo il pericolo di lasciarla indietro.


Siamo escursionisti in visita, con uno zaino piena di doni, che a noi, proprio a noi, esseri speciali, sono stati dati. Siamo giardinieri che hanno in cura i semi da portare a fioritura.

La presa di consapevolezza, di essere parte di qualcosa, che al contempo è in noi e più grande di noi, può aiutarci a prendere delle pause, a sentire la connessione, accenderla e non spegnerla mai più, perché essa mai si consuma, anzi, più la usiamo più diviene forte. È percorrere il miracolo rendendosene conto e non pensare che tutto è scontato così.

Come racconto sempre, sono nata e cresciuta in un bosco, a contatto con gli alberi i fiori, gli animali e gli elementali. Scarpe comode e voglia di ascoltare. Prima di sette cugini, per loro inventavo percorsi e cacce al tesoro, forse la passione per le Scienze dell’educazione è nata in quegli anni, perché già mi era stata consegnata nel cestino dei doni.

L’educazione è un terreno scabroso, in cui si incontrano sassi e inciampi chiamati; paure, luoghi comuni, pigrizia, non sentire e “A che serve?”. Dove corriamo il pericolo di lasciarci assuefare da pensieri presi in prestito senza rielaborarli.La pedagogia è quel dispositivo senza fili ma già in WI-FI dalla nascita, che può aiutarci ad essere consapevoli dell’importanza di stare sempre connessi con la fonte che nutre.

Ho sempre cercato di viaggiare tra “mondi” possibili, tra il dentro e il fuori, per poi arrivare a scoprire che tutto è connesso, che la fonte ci parla continuamente.La partenza negli studi pedagogici è stata quella classica, scientifica, ma il sentire è sempre stato quello poetico, dovevo solo prenderne consapevolezza durante il cammino. Quando, questa consapevolezza è arrivata, solo da allora ho lasciato fiorire il progetto, EduPratica.Un detto giapponese ci ricorda che sulla tavola non devono mai mancare il pane e i fiori, questo è lo spirito di edupratica: un viaggio che contemporaneamente fluisca tra il sentire, la riflessione e la pratica, il tutto pervaso dal vento della poesia che quando arriva tutto muove.

La pedagogia, si occupa della fioritura in ogni età della vita, ed ha come missione, l’ascolto e la cura dei semi, propri e altrui, distingue i terreni adatti affinché essi possano essere piantati.

La relazione educativa trasmette l’importanza dell’ascolto e della pazienza nel dare nutrimento alle radici, nel rafforzarle e infine di gioire insieme nell’epoca della fioritura e dell’espansione del loro profumo e dei loro colori.

Non si può medicalizzare la pedagogia, poiché, si corre il rischio, che, i naturali sforzi, a riconoscere i propri semi, siano classificati come malanni, come problemi.La pedagogia non fa diagnosi, non mette le cose a posto, caso mai studia insieme la mappa, per arrivare verso un luogo che ci chiama.

Buona Fioritura

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