PIR Pronto intervento relazionale

Soul Time: Tempo per l’anima

La voce è quella del vento, che smuove, magari facendoci volare il cappello, che ci costringe a compiere un passo, poi un altro, e un altro ancora.

Un soffio, che non ci fa intravedere una meta, ma un viaggio, un girovagare in compagnia di sé stessi.

Un tempo diverso da quello del fare, inseguendo appuntamenti, cose da portare a termine, luoghi che si sovrappongono.

Il vento che sospinge dolcemente e accarezza le foglie, ha per compagno, un tempo, che si espande come l’olio sopra un tovagliolo, una enorme chiazza che si dilata e ci permette di passeggiare ai margini dei campi coltivati, osservare gli insetti, parlare con i gatti, vedere l’espressione severa di un tronco: Perdere tempo ci procura esperienze inaspettate e rigeneranti.

Un periodo, che ci permette di indugiare negli occhi che incontriamo, in una dimensione più vicina al sogno, ma che ispira una verità più profonda, di quella che troviamo nel forsennato fare quotidiano.

Snàporaz in ‘La città delle donne’ Immagine di Milo Manara

Quando penso al tempo per l’anima, mi balza in testa, Snàporaz, il protagonista della ‘’Città delle donne’’ di Fellini, col suo soprabito, garbato, misurato, eppure pieno di passione.

Non occorre essere estroversi, vestire stravaganti, per avere dentro mille sogni che danzano.

Snaporàz è la persona che percorre un mondo di gente impegnata a combattere cause costruite come impalcature vuote, conservando l’entusiasmo dell’innocenza, il coraggio di camminare strade sconosciute, rimanendo a contatto con il proprio spirito e la propria umanità.

Egli è sempre guidato dalla voce dell’aria, e la segue con fiducia, accettando le sfide, ritrovando parti di sé che credeva perdute.

Chi non si è sentito un po’ Snàporaz, che abbandona il cappotto, tenuto stretto fino ad allora, proprio quando, deve percorrere una delle giostre più importanti, poiché, quello a cui ci si ‘aggrappa’, talvolta, diventa solo un bagaglio, e quello che avevamo lasciato in secondo piano, si rivela essenziale per le nostre vite.

Passeggiate nel Bosco dei Pini

Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, veramente, diventa a portata di mano quando rallentiamo il passo, quando diventiamo stranieri alle lancette, quando le cose si rivelano per quello che sono, e possiamo nuovamente riconoscerle e ricordarci chi siamo.

Ringraziamo la nuvola di vapore posata su un ulivo, quella a cui rivolgiamo lo sguardo, e che ci aiuta a ricalcolare il percorso, perché è un navigatore ben più prezioso, di quello che abbiamo installato sulle nostre auto.

Soprattutto ricordiamoci che non tutto può essere ‘utilizzato’: Ogni incontro è una fonte di ispirazione e non uno strumento.

 

 

 

 

 

Potrebbe interessarti anche